Awards di Food and Travel Italia, Puglia destinazione turistica dell’anno

Si è svolta nel week end, per la prima volta in Puglia, a Ugento in provincia di Lecce, la quinta edizione degli Awards di Food and Travel Italia. Evento in collaborazione con Regione Puglia e patrocinato da ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo.

Durante la serata di gala, presentata dall’editore italiano della rivista, Pamela Raeli, e dal giornalista Giuseppe Di Tommaso de “La Vita in Diretta”, con l’attrice Martina Stella ospite d’onore, riflettori puntati sulle eccellenze italiane e internazionali che si sono distinte per qualità e servizi offerti nel campo del cibo, del vino, del turismo, dell’imprenditoria e della cultura territoriale.

Alla Puglia va il premio più prestigioso come destinazione turistica dell’anno. Presenti alla premiazione, l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, e l’assessore al Turismo, Gianfranco Lopane, che ha ritirato il riconoscimento.

“La Puglia, ancora una volta, è sul gradino più alto del podio tra le destinazioni del nostro Paese – dichiara l’assessore Lopane -. Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento. È un momento speciale che ci permette di sottolineare l’importanza che per la Regione Puglia continueranno ad avere le iniziative e i progetti incentrati sul binomio tra enogastronomia e accoglienza.
Ho voluto dedicare il premio ai tanti giovani pugliesi che scelgono di seguire percorsi di formazione negli istituti alberghieri. Loro, con l’impegno che ci mettono, rappresentano il futuro del turismo della nostra regione.”

Con oltre mezzo milione di lettori assidui, Food and Travel è distribuito in 18 paesi del mondo. L’edizione italiana del primo magazine internazionale che si occupa di enogastronomia, viaggi gourmet e turismo di alto profilo, ogni anno con gli Awards valorizza le esperienze più virtuose grazie alle preferenze espresse da lettori, esperti del settore enogastronomico e turistico e dalla redazione del magazine.

Nella serata di anteprima, il 30 settembre, al Teatro Paisiello di Lecce, il premio di “Uomo dell’Anno” è andato all’imprenditore Renzo Rosso, protagonista della campagna #Liveitalian di ENIT. “Un omaggio ad un imprenditore visionario per la sua instancabile voglia di sostenere la tradizione e i valori dell’Italia nel mondo”, il commento dell’assessore Lopane.

Crociere, in Adriatico si registra una crescita del 232%. Convegno a Bari il 6 e 7 ottobre

Entro fine anno si stima che nell’Adriatico saranno transitati 3,3 milioni di crocieristi (imbarchi, sbarchi e transiti), in crescita del 232% rispetto al 2021 grazie ai 2.936 accosti di navi da crociera (+195% sul 2021). Un risultato che restituisce poco più della metà di quello registrato nel 2019 prima dello scoppio della pandemia (5,7 milioni di passeggeri movimentati). Sono alcune delle anticipazioni dei dati che saranno diffusi nella quinta edizione di ‘Adriatic Sea Forum’, in programma a Bari giovedì 6 e venerdì 7 ottobre prossimi.

La previsione per la chiusura d’anno vede l’Italia confermarsi al primo posto per numero di passeggeri movimentati (1,36 milioni, pari al 40% del totale), davanti a Croazia (900.000 passeggeri) e Grecia (560.000 passeggeri). La Croazia registrerà a fine 2022 il numero più alto di toccate nave (995) davanti all’Italia (927) e al Montenegro (453). Corfù conquisterà il traguardo di oltre mezzo milione di passeggeri previsti e 411 toccate nave, davanti a Kotor (400.000 passeggeri movimentati e 440 toccate nave) e Trieste (380.000 passeggeri movimentati e 230 accosti).

Per quanto riguarda il segmento dei traghetti e degli aliscafi, i primi numeri mostrano a fine 2022 nei porti adriatici quasi 18 milioni di passeggeri movimentati (+26% sul 2021 e risultato vicino ai 20 milioni – numeri record – registrati nel 2019). Alla fine del 2022 Bari si confermerà primo porto in Adriatico per passeggeri movimentati su rotte internazionali (quasi 800mila), davanti a Durazzo e Ancona che si contenderanno la seconda posizione con circa 690.000 passeggeri movimentati. Passando infine alla nautica, in Adriatico sono attive 337 strutture per quasi 80.000 posti barca (79.171). L’Italia conferma la sua leadership grazie a 189 strutture attive (56% delle marine presenti nell’area, per un totale di 49.000 posti barca, 62% del totale), davanti a Croazia (126 strutture per quasi 21.000 posti barca) e Montenegro (8 strutture per 3.545 posti barca).

27 settembre: si celebra la Giornata Mondiale del Turismo. Dalla Puglia idee per “destagionalizzarlo”

Anche quest’anno il 27 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Turismo.

Istituita nel 1979 (in Spagna a Torremolinos) dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO – Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di “promuovere un turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile”), entra in vigore per la prima volta nel 1980. La scelta di scegliere il 27 settembre come data simbolo venne fatta in considerazione del decimo anniversario dell’adozione degli Statuti del UNWTO, proprio il 27 settembre 1970.

L’UNWTO vuole richiamare l’attenzione all’impatto che sta apportando l’uomo sul pianeta, ma anche alle opportunità da cogliere al fine di far crescere il settore in modo sempre più inclusivo e sostenibile nel tempo. In altri termini, vuole sottolineare l’importanza imprescindibile che si cela nel mettere il capitale umano e il pianeta al primo piano.

IL TURISMO DESTAGIONALIZZATO – Secondo una analisi della Coldiretti, quasi sei turisti su dieci (58%) visitano frantoi, cantine, stalle e caseifici per acquistare prodotti locali del territorio direttamente dai produttori, ottimizzare il rapporto prezzo/qualità e portarsi a casa un pezzo di storia della tradizione a tavola, con il pick your own e le ‘adozioni a distanza’ di ulivi e pecore che rinsaldano e rendono duraturo il rapporto con il territorio destagionalizzando il turismo. L’analisi evidenzia che il cibo rappresenta addirittura per il 17% degli italiani la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 56% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza. Solo un 4% dichiara di non prenderlo per niente in esame

Secondo un sondaggio condotto sul sito di Coldiretti Puglia il 65% di consumatori e turisti è interessato al ‘pick your own’ la raccolta delle olive con le proprie mani e alla produzione del proprio olio, al contatto diretto con l’agricoltore e il frantoiano per il 59%, alle degustazioni guidate il 73%, oltre a eventi ed attività artistiche negli oliveti per il 43%. 

Boom anche dei tour e degustazioni in cantina dove il vino è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento” – aggiunge Coldiretti Puglia – attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol.

Il cibo è la voce più importante del budget della vacanza con un terzo della spesa turistica destinato alla tavola, superando quella per l’alloggio, trainata dalla voglia di convivialità. Il turismo enogastronomico – spiega Coldiretti – rappresenta un mercato di sbocco privilegiato delle specialità alimentari locali ma anche un volano di sviluppo per i territori.  Dalla valorizzazione dell’immenso patrimonio storico e culturale dell’enogastronomia – precisa la Coldiretti regionale – dipendono, infatti, molte delle opportunità di crescita economica ed occupazionale.

MSC Crociere non farà più tappa a Taranto

MSC Crociere comunica “con rammarico” che, nell’ambito della programmazione per la prossima stagione estiva, “non è purtroppo al momento possibile includere Taranto nei propri itinerari.

Questo a causa della diminuzione del numero di navi disponibili in Mediterraneo, che non permette di scalare alcuni porti toccati con successo negli ultimi anni, tra cui Taranto”.

MSC Crociere evidenzia “l’ottima accoglienza riservata ai crocieristi nella città dei due mari sia la fattiva collaborazione prestata dalle istituzioni e dalle autorità locali” e “auspica vivamente, grazie anche all’incremento della flotta e alle attività di promozione che verranno proseguite a livello locale, di poter tornare a inserire Taranto il prima possibile tra le proprie destinazioni”. 

Puglia, i primi dati dell’estate: forte incremento di arrivi, soprattutto dall’estero

I dati sono ancora parziali (ha risposto il 77% degli operatori collegati alla piattaforma regionale Spot) e relativi ai soli arrivi. Ma una tendenza è chiara: nella prima parte dell’estate 2022 cresce il numero dei turisti spinto dai viaggiatori stranieri. A luglio si registra un calo dei turisti italiani e si spera che settembre e ottobre, grazie alla componente internazionale, riescano a puntellare i bilanci nonostante il flagello del caro bollette.
È questa la situazione che emerge dai primi numeri raccolti dall’agenzia regionale Pugliapromozione. A Maggio, nel primo mese di apertura delle strutture ,si è registrato un più 211% degli arrivi rispetto al 2021 e un più 0,5% rispetto al 2019 (356
mila turisti nel 2022 contro i 114 mila dell’anno scorso e i 352 mila di tre anni fa). È ovvio
che il confronto allo scorso anno risente dell’effetto pandemico che era ancora in corso. A giugno, invece, si è ottenuto un più 59% rispetto al 2021 e un più 4% in confronto al 2019 (605 mila turisti rispetto a 379 mila e 580 mila).
L’ultimo trend disponibile, anche se parziale, interessa luglio che chiude con un più 9% rispetto all’anno scorso e un più 19% in confronto al 2019 (797 mila arrivi contro 730 mila e 665 mila).

Interessante è la suddivisione avviata per componente interna e internazionale. A maggio 2022, si evidenzia, rispetto al 2019, un meno 3% di italiani a fronte di un più 5% di stranieri, a giugno incremento identico per entrambe le categorie (più 4%) e a luglio più 17% di arrivi domestici e più 28% di arrivi internazionali. Nel confronto con il 2021 a maggio gli italiani sono aumentati del 95%, ma gli stranieri del 1.104%; a giugno del 27% e del 317% e luglio rispettivamente meno 3% e più 67%. Rispetto al 2021, infine, il dato di “freno” sulla componente interna era stato evidenziato dagli operatori con allarmi per la riduzione delle prenotazioni.

Arriva “Unici”, un progetto di turismo “digitale” nato per attrarre nuovi visitatori

Dopo lo stress degli ultimi mesi, in merito alle performance del software, ormai manca poco alla pubblicazione in rete di “UNICI”, il primo modello italiano di turismo esperienziale digitale con il visore VR (VIRTUAL REALITY).

L’evento di presentazione ufficiale del progetto sarebbe stato pensato per luglio scorso, ma a causa della diffusione dei contagi estivi da covid e di seguito la caduta dell’ennesimo governo, è stato prorogato entro la fine del 2022 con annessa pubblicazione in rete del sito web a cui si sta già lavorando con velocità.

L’iniziativa e la visione avuta in merito a questo potentissimo modello/strumento digitale innovativo, che accompagnerà nel mondo l’immagine dell’Italia, è tutta opera di un manager ed imprenditore esperto nel marketing strategico territoriale e comunicazione d’impresa di origine pugliese, Vincenzo Frigulti (nella foto), già noto per diverse iniziative gestite con successo partendo dalla Puglia fino ad arrivare oltre continente, generando di seguito strategie innovative che hanno portato valore e visibilità ad imprese e territori. Tanti gli eventi e le cerimonie, anche solidali, con personaggi dello spettacolo e del cinema, ma anche figure imprenditoriali arrivate anche da oltre oceano, da lui organizzati sul territorio nazionale.

“UNICI”, la sua nuova visione, il suo nuovo gioiello, mira ad attrarre interesse e coinvolgimento da parte di un pubblico con un target medio alto affinché viva inizialmente un’esperienza virtuale ed immersiva tra borghi e città italiane per poi traghettare fisicamente, negli stessi luoghi, lo stesso pubblico “consum-attore” di milioni di utenti digitali a livello mondiale.

La differenza e soprattutto l’innovazione, sta nell’utilizzo di un visore accompagnato da servizi, ed una tecnologia immersiva veramente performante, senza ovviamente escludere droni di nuova generazione ed immagini in 16K che renderanno l’esperienza veramente reale di ogni utente digitale sia italiano che estero.

Solo dalla Cina, dove il reddito pro-capite è cresciuto negli ultimi anni a livello esponenziale, si potrebbero acquisire circa un miliardo e mezzo di futuri potenziali turisti visitatori, nel nostro bel paese.

Ormai il cambiamento è in atto, e con esso servono nuovi modelli e strumenti che permettano velocità di collegamento con il mondo, visto che già si parla già da un decennio di globalizzazione. Commenta ancora il manager Frigulti – “ Il progetto è stato pensato soprattutto per dare una mano alla piccola/media impresa, e per far scoprire incantevoli nuovi borghi italiani che possano generare un incremento del PIL del paese Italia. Tanto è vero che il “passeggiatore virtuale” potrà godere non solo di esperienza sensorale nei punti di attrazione culturale, storico e turistico, ma anche di acquistare on-line nei negozi di prodotti tipici di ogni territorio italiano, che saranno principalmente mappati all’interno dei centri storici delle città”.

Estate 2022, Ormas (Presidente Fiavet Puglia): «i dati? Non è tutto oro quel che luccica»

«Se si analizzano i primi dati, il quadro generale del settore turistico quest’anno sembra sorridere. Ma andando più a fondo, non è proprio così». Parola di Beppe Ormas, Presidente della Fiavet Confcommercio Puglia. «Escludendo la settimana di Ferragosto – afferma – ci sono molte promozioni in giro, il che vuol dire che non c’è il tutto esaurito. Non siamo decisamente ai periodi pre-Covid. Dal mio osservatorio privilegiato, posso dire che le vendite sono rallentate da circa un mese. L’unico motivo, soprattutto ad agosto, sono i soldi: o non ci sono, o c’è il timore che finiscano. Naturalmente, sono le mie prime sensazioni, in attesa di conoscere i dati ufficiali».

Il Presidente Beppe Ormas

Molto scetticismo da parte dei potenziali viaggiatori potrebbe dipendere, soprattutto per quanto riguarda i viaggi all’estero, dalle notizie di stampa degli ultimi giorni. «I media sono pieni di news – aggiunge il Presidente della Fiavet – che parlano di voli sospesi o cancellati. C’è paura di andare all’estero o di non arrivarci: l’Egitto sarebbe dovuta essere una destinazione top, ma è stata un flop. Per non parlare di altre destinazioni orientali. Certo, non abbiamo avuto cancellazioni, ma non nuove prenotazioni.»

Capitolo crociere. Qui sembra che la situazione sia diversa. «Le grandi Compagnie di navigazione – dice Ormas – hanno puntato su prezzi molto competitivi, almeno sino ad agosto. E hanno riempito le navi. Il mercato si è ripreso.»

Critica, invece, la posizione del Presidente Fiavet rispetto a quanto sta accadendo in Puglia. «Molti miei clienti – conclude –  si lamentano dei prezzi troppo alti dei servizi accessori a fronte di una qualità scadente. Manca, molte volte, la proporzione tra quel che si pretende e quel che si offre: si può chiedere anche una somma elevata per un posto al sole, ma ne deve valere davvero la pena. E i turisti questo lo comprendono molto bene».

In viaggio 27 milioni di italiani, l’88% resta in Italia

Il nuovo picco dei contagi, l’inflazione, il caro energia e la percezione di instabilità politica del paese si fanno sentire sulle partenze estive degli italiani. Secondo un’indagine di Confcommercio con Swg molti andranno in vacanza – 27 milioni, come nel 2019 – ma la recrudescenza pandemica fa crollare le partenze di luglio a 12,3 milioni rispetto ai previsti 16,8 milioni. Rincari e crisi politica incidono su agosto e settembre: si riducono di 3 milioni i viaggi di 7 giorni o più e aumentano quelli di durata media (3-6 giorni) e soprattutto i mini break. In calo anche il budget, specialmente sulle vacanze di media durata.

Per quanto riguarda il budget quello per le vacanze di media durata scende da 541 euro previsti a giugno a circa 475, e da 1.252 a 1.117 euro per i viaggi più lunghi. Nel complesso – prosegue l’analisi di Confcommercio e Swg – il numero delle partenze nel trimestre preso in considerazione scende dai 52,3 milioni previsti un mese fa a 48,6 milioni ragionevolmente stimabili ad oggi. In sintesi, meno vacanze, per periodi più brevi e spendendo di meno. Come è logico che sia, la percentuale di coloro che hanno già prenotato sale dal 31% di un mese fa al 41% di oggi, mentre resta stabile al 15% la quota di coloro che non hanno prenotazioni da fare in quanto viaggiano utilizzando soluzioni autonome: mezzi propri, pernottamenti in case di proprietà o presso amici o parenti. Più di un terzo degli intervistati è però ancora nella fase di consultazione delle offerte disponibili.

Dei 27 milioni di connazionali che secondo l’indagine di Confcommercio con Swg andranno in viaggio una o più volte tra luglio e settembre pernottando a destinazione, l’88% ha scelto l’Italia mentre il 12% andrà all’estero – per lo più in Europa – soprattutto per vacanze di 7 giorni o più ad agosto e settembre, dove si registra un picco del 28%. Il mare è sempre in testa, con il 44% delle preferenze che diventa il 51% se si considerano solo le vacanze principali di 7 o più giorni. Segue la montagna al 15% – valore in linea con lo storico di questa tipologia – mentre le vacanze nelle città, specialmente quelle d’arte, e nei piccoli borghi, sommate raggiungono quota 21%. In Italia, dove la Puglia resta la meta più ambita, vince la volata per il secondo posto l’Emilia Romagna, seguita da Toscana e Sicilia, mentre la Sardegna, probabilmente vittima più di altre regioni del costo dei collegamenti, scende in settima posizione, dalla quarta che occupava un mese fa. Compare invece tra le prime 5 la Liguria. Pressoché immutata invece in un mese la hit delle mete estere, con Grecia in vetta tallonata però dalla Spagna e, a seguire, Francia e Croazia.

Innocenti (Fiavet): «problemi sui costi dei servizi accessori, ma a giugno i turisti non sono mancati»

di Vito Fatiguso*

Un’estate turistica altalenante dove si contrappongono tendenze e aspettative diverse: a Bari, e nelle strutture di alta qualità (4 e 5 stelle), si va a gonfie vele, mentre in altre aree (soprattutto la costa del Salento) scendono le prenotazioni per le fasce medie che rivedono l’estero. «Sicuramente c’è un problema di costi dei servizi accessori – spiega Piero Innocenti, presidente vicario di Fiavet Puglia e responsabile della provincia di Bari -, ma a giugno i turisti non sono mancati».

Il trend in frenata

Nei giorni scorsi gli operatori di settore hanno evidenziato un calo delle prenotazioni, del 20%, riferite alla fine di luglio e alla prima settimana di agosto. Questo dopo l’accelerazione inaspettata dei mesi di aprile, maggio e inizio giugno. «Sinceramente è complicato tirare fuori numeri attendibili – prosegue Innocenti – anche perché le strutture ricettive considerano il trend di tutta la stagione. Quello che possiamo affermare è che bisogna fare di più sul profilo della competitività dei servizi accessori». Il riferimento è a lidi e ristorazione. «Non dobbiamo perdere l’occasione di soddisfare le aspettative dei turisti – conclude Innocenti – evitando così di proporre prezzi fuori mercato. Le faccio un esempio: a fine giungo su Marina di Pulsano per un ombrellone e due lettini mi sono stati chiesti 80 euro al giorno più 13 euro di parcheggio a fronte di un pernottamento e prima colazione in doppia di 70 euro a persona. Per non parlare di una pizza a Gallipoli che non costa meno di 20 euro. Così le persone scelgono altre regioni come Calabria, Campania e Sicilia».

Il fenomeno imbarchi verso Grecia, Albania, Montenegro e Croazia

Che i “varchi” verso la Puglia stiano funzionando (portano turisti oltre Adriatico) è confermato dall’attività portuale di Bari – guidata da Ugo Patroni Griffi – che in alcuni aspetti sta performando meglio di Aeroporti di Puglia (dove si usa la costosa arma dell’incentivo all’avvio di nuove rotte). Infatti, a Bari, nel penultimo sabato del mese, è scoppiata la corsa all’imbarco-sbarco con 11.400 passeggeri complessivi di cui 6.400 diretti verso Grecia, Albania, Montenegro e Croazia. «Nel porto di Bari – ha spiegato il sindaco Antonio Decaro – sono arrivate 3 navi da crociera con quasi 5.000 crocieristi. I croceristi sono stati i primi turisti di Bari che è diventata una meta turistica importante. Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo registrato un incremento del 9,1% di croceristi rispetto allo stesso periodo del 2019». Ma anche al sindaco non sfugge l’aspetto la questione professionalità: «Guai a pensare di aver raggiunto il traguardo. Dobbiamo lavorare ancora sul nostro sistema dei servizi e dell’accoglienza. Sosteniamo chi sceglie Bari come una meta di viaggio, anche per poche ore, perché il nostro risultato più grande sarà quello di vederli tornare».

Il peso della pandemia

«Su villaggi e campeggi in Salento – aggiunge Massimo Salomone, coordinatore del settore Turismo di Confindustria Puglia – c’è qualche lieve calo, ma i dati su cui ragionare si avranno non prima di ottobre. Inoltre, fare paragoni con l’estate scorsa dove fu determinante la componente di viaggiatori italiani rispetto a quelli esteri è complicato. Ricordo che 2021 non ci fu la ripresa del Covid. Tuttavia, è innegabile: le città turistiche sono piene di stranieri». Intanto, dopo una lunga pausa l’assessore regionale al Turismo, Gianfranco Lopane, ha convocato il parternariato. L’appuntamento è per domani presso gli uffici della Fiera: si discuterà dell’andamento del settore e dell’adeguamento della normativa regionale sul turismo (come chiesto recentemente sul Corriere del Mezzogiorno anche da Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia).

*dal Corriere del Mezzogiorno

Turismo, i primi dati di giugno sono confortanti

 Il turismo all’aria aperta è tra le tipologie di vacanza più ambite: oltre un italiano su due ha programmato una vacanza per quest’estate e, di questi, uno su cinque pensa una vacanza all’aria aperta, con una preferenza per villaggi e agriturismi. E rigorosamente in Italia: per nove intervistati su dieci la vacanza outdoor sarà nel nostro Paese.
Sul podio Puglia, Toscana e Sardegna.
È quanto emerge dall’osservatorio della Borsa internazionale del turismo, che ha raccolto le principali previsioni in vista dell’estate. In particolare, da uno studio commissionato da Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, e Human Company all’Istituto Piepoli, si nota che anche il turismo ‘classico’ ha numeri positivi.
    Secondo i dati appena pubblicati da Isnart e Unioncamere, a giugno le camere d’albergo vendute sono aumentate del +26% rispetto al 2021, in particolare nelle città d’arte. E si conferma il ritorno di tradizionali visitatori esteri da Germania (+32%), ma anche da Svizzera, Austria, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Oltre alle città d’arte, gli stranieri ricercano piccoli borghi, località di mare e montagna ma, soprattutto, esperienze enogastronomiche. La ricerca annuale di Coldiretti su dati della Banca d’Italia segnala che, nei primi due mesi del 2022, rispetto all’anno scorso i visitatori stranieri sono più che raddoppiati: sono arrivati in Italia oltre 2,5 milioni di stranieri, che hanno speso più di 3 miliardi di euro.
    La stima per l’estate è di tornare ai 33 milioni di visitatori esteri pre-pandemia. A rallentare la ripresa potrebbero intervenire le problematiche relative al traffico aereo – si stima che solo ad agosto in Europa verranno cancellati circa 16 mila voli – e le carenze di personale.
    Soltanto in Italia, FIPE-Confcommercio calcola che non si riuscirà a coprire il 40% dei quasi 400 mila lavoratori richiesti per la stagione.